Dentro o fuori?

B.M. Cornelie, Il Puro e L’Impuro,
acquerello su carta cotone, cm 49×75
22a Domenica del Tempo Ordinario
Dt 4,1-2.6-8; Gc 1,17-18.21b-22.27; Mc 7,1-8.14-15.21-23

Nella società religiosa ebraica era fondamentale la distinzione fra "puro" e "impuro", fra ciò che era legato a Dio (sacro) e ciò che non lo era (profano)... così importante che nel libro del Levitico si vietava addirittura di coltivare una terra conquistata in guerra prima che fossero trascorsi cinque anni!
[Tra l'altro, è interessante osservare come da questo racconto si evinca perfettamente che Marco sta scrivendo rivolgendosi a della gente che non è di cultura e religione ebraica; infatti, fa una lunghissima parentesi per spiegare le complicate usanze rituali degli osservanti scrupolosi. La cosa è utile anche a noi, che siamo proprio fuori da questo modo così pedante di intendere le prescrizioni rituali].
Gesù approfitta della provocazione e del rimprovero verso l'inosservanza dei suoi discepoli per fare un'importante catechesi: occorre andare all'essenziale; è inutile osservare piccole norme scrupolose e poi scordarsi di applicare la misericordia!
Anche oggi, per molti, credere significa semplicemente fare o non fare qualcosa. Ma per un cristiano credere deve essere incontrare personalmente Gesù Cristo e lasciarsi sconvolgere profondamente da Lui.
Di solito non guardo la TV, ma per quel poco che la guardo, essendo farcita di pubblicità, finisce che le cose che mi rimangono più impresse sono proprio gli spot pubblicitari. E quello che mi viene in mente a proposito del vangelo di oggi esordisce con la domanda di una voce fuori campo fatta ad una casalinga: «Laveresti mai i tuoi piatti in quest'acqua sporca?!» (faccia disgustata della donna di fronte all'acqua putrida) - «e allora perché non ti preoccupi di quanto potrebbe essere sporca all'interno la tua lavastoviglie?».
Ecco il rischio del nostro essere cristiani "superficiali": lasciare entrare ogni cosa nel cuore pensando che tutto funzioni a meraviglia, che tutto ne entri e ne esca pulito, lasciandoci immuni e invece... scoprire che dentro di noi si formano sempre più incrostazioni, odori nauseabondi e marciume! Da lì poi esce ciò che rende l'uomo impuro, profano, sempre più distante da Dio.
Gesù poi contesta che le tradizioni volute dagli uomini siano attribuite a Dio stesso, per ottenere maggiore autorevolezza. Quante volte, anche nelle nostre Parrocchie si incontrano persone che difendono le tradizioni come volontà divina inconfutabile («si è sempre fatto così!»). Occorre imparare a distinguere cosa sia Parola e volontà di Dio da cosa invece è solo abitudine consolidata.
Per il cristiano poi c'è una grande novità. Dal momento che Dio si è fatto uomo in Gesù: è stata colmata la distanza tra Dio e l'uomo, tra sacro e profano, tra puro e impuro. Gesù si è "sporcato le mani", non ha avuto paura di aver a che fare con niente e nessuno (tanto che veniva spesso rimproverato di sedere a tavola con in peccatori). Omnia munda mundis («tutto è puro per chi è puro») diceva fra Cristoforo nei Promessi Sposi... Tutto ci conduce a Dio: dipende dalla purezza del cuore con cui lo viviamo.
Dobbiamo temere come la peste una "fede" che si riduce a moralismo ed esteriorità. E' proprio il rischio più grande per i nostri giorni, in particolare agli occhi delle generazioni più giovani. Se quando un genitore dice al figlio ormai adolescente cresciuto «non fare così» quello gli risponde «perché no?» cosa gli potrà ribattere? «Perché è così e non si discute! Perché si è sempre fatto così»?
Non servirebbe ad altro che allontanarlo ancora di più dalla fede.
L'origine del comportamento di un credente è solo una: Gesù Cristo, che è venuto a farci conoscere il vero volto di Dio e il nostro vero volto, insegnandoci così ad essere uomini e donne autentici. Quando facciamo il male sbagliamo non perché infrangiamo dei precetti, ma perché stiamo dando il peggio di noi stessi e scaviamo un baratro tra noi e la vera felicità.
Occorre che proviamo a scoprirlo da soli, confrontandoci seriamente con il Vangelo.
Il Signore non cerca delle belle mascherine, ma dei figli, non dei "giusti" ma dei peccatori che si lascino riconciliare con Lui.

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