Pietro, io ho pregato per te

Portare il nome di un apostolo così grande è un peso enorme... ma anche una grande consolazione.
Ritrovo in me esattamente le stesse fragilità del mio Patrono: la stessa testardaggine, cocciutaggine, sfrontatezza nel promettere cose mirabolanti per poi capitolare di fronte alla prima e più piccola difficoltà o minaccia...
E ciò che mi consola di questo, non è certo il dire: «mal comune, mezzo gaudio!», ma il ricordare che - proprio perché conosce la mia fragilità - il Signore non smette mai di pregare per me:
«Simone, Simone, ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli» (Lc 22,31-32)
Ho trovato tanta consolazione anche nella lettura di questo discorso di Sant'Agostino, questa mattina nell'Ufficio di Letture:
«Non rattristarti, o apostolo. Rispondi una prima, una seconda, una terza volta. Vinca tre volte nell'amore la testimonianza, come la presunzione è stata vinta tre volte dal timore. Deve essere sciolto tre volte ciò che hai legato tre volte. Sciogli per mezzo dell'amore ciò che avevi legato per timore. E così il Signore una prima, una seconda, una terza volta affidò le sue pecorelle a Pietro». (S.Agostino, Discorso 295)

Commenti